Infiammazione fisiologica e riparativa ed infiammazione cronica di basso grado: differenze e significato

Il sistema immunitario vigila sempre in modo silente e continuo sul benessere del corpo umano, pronto ad attivarsi in caso di bisogno: corretta alimentazione, giusto apporto di nutrienti, sano stile di vita, regolare attività fisica, gestione adeguata dello stress, corretto riposo notturno, sono i fattori che mantengono efficiente ed attivo il nostro sistema immunitario

A cura della Prof.ssa Lilliana Ciotta
Endocrinologa. Docente Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Catania

L’infiammazione è la risposta dell’organismo umano ad ogni insulto di natura infettiva (batterica, virale, micotica, ecc.), oppure di natura traumatica (ferite, fratture, lacerazioni, ustioni, ecc.). Questa risposta (fisiologica e presente sia nell’essere umano che negli animali), è fondamentale per la sopravvivenza dell’organismo e per il suo pronto ritorno ad uno stato di salute. Laddove l’omeostasi di un organismo sia messo in crisi da eventi esterni che ne minacciano la sua integrità, viene attivata una complessa strategia di difesa, che chiameremo “Risposta Infiammatoria Fisiologica”.

Deputato a questa difesa è il Sistema Immunitario, il quale è composto da linee cellulari multiple, ben definite, e da meccanismi biochimici e della cosiddetta “Matrix Interstiziale”. I Macrofagi sono le prime cellule del sistema immunitario ad accorrere e ad essere “arruolate”. Poi, i Macrofagi, a loro volta attivano e “chiamano alle armi”, multiple tipologie di cellule, i Linfociti, un tipo di popolazione cellulare altamente specializzata, diversificata e con compiti ben definiti e mirati. La risposta infiammatoria fisiologica è una pronta difesa dell’organismo che si realizza, quindi, grazie all’intervento di popolazioni cellulari a ciò preposte, oltre che grazie ad una complessa risposta di natura biochimica, all’attivazione di processi riparativi (grazie a cellule e fattori della coagulazione e del ripristino di tessuti danneggiati in caso di traumi o di ferite) e, infine, grazie ad un corretto status ormonale.

Perché anche ormonale? Perché, ad esempio, uno stato cronico di stress (fisico e/o mentale) comporta livelli cronicamente elevati di un ormone surrenalico, il Cortisolo. Questo ormone (fondamentale per la sopravvivenza), se elevato cronicamente ed  oltre il suo normale ritmo circadiano, ha una potente azione depressiva sul sistema immunitario che risulta quindi inefficiente ed inadeguato a difendere l’organismo. Ciò spiega perché tutte le condizioni di stress cronico sono in grado di indebolire l’organismo, che diventa più suscettibile a contrarre infezioni microbiche di qualsiasi tipo, oppure non è in grado di riparare in modo celere ed efficiente i tessuti danneggiati da traumi. Il sistema immunitario vigila sempre in modo silente e continuo sul benessere del corpo umano, pronto ad attivarsi in caso di bisogno.

Una corretta alimentazione, il giusto apporto di nutrienti, vitamine e minerali, un sano stile di vita con regolare attività fisica, la gestione adeguata dello stress, un corretto riposo notturno, sono i fattori che mantengono efficiente ed attivo il nostro sistema immunitario. La caratteristica di una risposta infiammatoria fisiologica è quella di essere limitata nel tempo: il corpo attiva i suoi sistemi di difesa > azione di difesa messa in atto > risoluzione del problema > ritorno ad uno stato di salute e ripristino dell’omeostasi dell’organismo. La tempistica di risposta, insomma, è circoscritta in periodi temporali brevi (ad esempio, la risoluzione di uno stato influenzale si attua, in genere, entro 7 giorni, o poco meno o poco più).

Le peculiarità di una risposta infiammatoria fisiologica da parte dell’organismo umano sono quindi essenzialmente due:

  1. La difesa contro un fattore esogeno (microbica, traumatico, ecc.) ben definito.
  2. Una tempistica di risposta circoscritta e compresa in un arco temporale limitato.

Ciò  non accade, invece, nel cosiddetto “Stato di Infiammazione Cronica Latente”. Essa è un processo flogistico silente, cronico, in cui coesistono i fattori di flogosi, i processi di attivazione immunitaria, la persistenza di citochine pro-infiammatorie, i tentativi di riparazione tissutale. Sovente il sistema immunitario si rivolta contro cellule stesse dei tessuti (autoimmunità). Le malattie caratterizzate da un processo infiammatorio cronico sono molteplici. Le più note sono l’Artrite Reumatoide, la Psoriasi, la Colite ulcerosa, il Morbo di Crohn, la Sclerodermia. L’Infiammazione cronica, sub clinica, al contrario della fisiologica, si protrae nel tempo, minando così l’integrità dell’organismo, e favorendo delle co-morbilità, ossia l’associazione ulteriore con malattie di tipo  metabolico (diabete e dismetabolismi in genere), cardiovascolare (infarto, ictus, trombosi).

Uno stato infiammatorio cronico rappresenta quindi un vero killer silenzioso ed altamente pericoloso per il corpo umano. Ciò che mi preme sottolineare è che spesso, uno stile di vita non corretto è alla base della comparsa e del mantenimento di uno stato infiammatorio cronico silente. Il sovrappeso, l’obesità, un aumento del grasso addominale viscerale, la ridotta tolleranza ai carboidrati, il diabete di tipo 2, sono tutte situazioni patologiche innescanti uno stato infiammatorio latente e cronico. Tutte queste condizioni patologiche hanno in genere un importante fattore determinante: i livelli elevati di un importante ormone metabolico, l’Insulina, ormone secreto dalla parte endocrina del pancreas che regola il metabolismo dei carboidrati e degli zuccheri. 

L’Insulina (ormone indispensabile alla sopravvivenza dell’organismo) è un ormone considerato “pro infiammatorio”, se elevato, è in grado di attivare una cascata di fattori potenti infiammatori. Livelli cronicamente ed abnormemente elevato di Insulina conseguono in genere ad una alimentazione scorretta, eccessivamente ricca di zuccheri e di carboidrati raffinati e spesso in concomitanza di sovrappeso, obesità e sedentarietà. Risulta quindi chiaro che possono (e dovrebbero) essere attuati dei fattori correttivi e curativi in grado di annullare/ridurre lo stato infiammatorio cronico, quali:

  1. Normalizzazione del peso corporeo, se in eccesso.
  2. Corretto stile alimentare, evitando una eccessiva assunzione giornaliera di zuccheri e di carboidrati raffinati.
  3. Regolare, anche se modesta, attività fisica settimanale.
  4. Strategie finalizzate ad una corretta gestione dello stress.